Il BIM nel quotidiano

Progettisti e case software a confronto

Confindustria Modena – Auditorium Giorgio Fini, via Bellinzona 27/A – 18 marzo 2016 – ore 9.00/14.00

ATTENZIONE: Questo post è ad alto contenuto d’inglesismi, per entrare nel giusto mood consiglio l’ascolto di “Parla come mangi” by Elio E Le Storie Tese

La parola ai Progettisti

Dopo i saluti iniziali il convegno entra subito nel vivo con 6 domande poste da professionisti che lavorano quotidianamente in ambito BIM (scritte di proprio pugno).

Barbara Frascari di Politecnica:
Gestione scambio e aggiornamento file in un grande progetto condiviso

I limiti imposti dalle dotazioni hardware attualmente a disposizione rende di fatto non applicabile l’impostazione del modello BIM come un unico file condiviso da tutti gli operatori di tutte le discipline. A maggior ragione quando si opera con software specialistici diversi per le varie discipline. Ne risulta quindi la creazione di un modello federato con necessità di costante aggiornamento per garantire la coerenza interdisciplinare. Quali sono le possibilità offerte per una gestione e condivisione efficiente degli aggiornamenti delle singole parti in cui il modello è scomposto tra tutti gli operatori? Quali sono le attenzioni da avere nella suddivisione, per garantire la possibilità di compiere analisi energetiche sul modello stesso?

Barbara Frascari di Politecnica:
Correlazione tra modello BIM e software di Facility Management

Sempre più spesso i committenti chiedono che la progettazione BIM sia pianificata e gestita in maniera da poter diventare fonte di dati per la successiva fase di gestione e manutenzione dell’immobile. Difficilmente vengono però identificate in fase iniziale modalità e strumenti per queste attività successive alla costruzione, che saranno probabilmente affidate mediante ulteriori appalti di servizi. Quali sono le modalità più efficaci per garantire il flusso di informazioni verso software di Building e Facility Managment in assenza di precise indicazioni? Lo standard COBie è sufficiente o esistono strumenti più performanti a disposizione?

Giacomo Bergonzoni di Open Project:
BIM 5D: La gestione dei costi e dei tempi

Per gestire in maniera chiara il Quantity Take Off, i costi e i tempi è necessario classificare tutti gli oggetti presenti in un BIM. Open Project ha creato il proprio sistema di classificazione degli oggetti finalizzato alla computazione e all’assegnazione delle voci di prezzo, ma riteniamo che sia più efficiente utilizzare un sistema di classificazione standard in modo da semplificare la collaborazione. Sappiamo che alcuni software hanno già implementato parzialmente la classificazione OmniClass e UniClass, ma non ancora quella UniFormat. Si sta lavorando in questa direzione?
Un altro tema fondamentale per il BIM 5D è l’iteroperablità e il formato IFC, perché il computo, la simulazione dei tempi e la sicurezza vengono portati avanti da figure specializzate che utilizzano software specifici, quindi deve essergli garantito il passaggio di tutte le informazioni già presenti nel modello.

Qual è l’atteggiamento della vostra software house? State puntando ad elaborare un unico software che permetterà di gestire nel migliore dei modi anche il BIM 5D o state lavorando sul miglioramento dell’esportazione in IFC?

Giacomo Bergonzoni di Open Project:
Acquisizione dello stato di fatto tramite laser scan e fotogrammetria

Nella nostra esperienza abbiamo utilizzato una nuvola di punti come base per ricostruire l’intero edificio direttamente all’interno del software di progettazione 3D (in questo caso Revit). Questa modalità si è rivelata più efficiente rispetto al rilievo tradizionale, perché permette di partire da un 3D per modellare un 3D con tutti i vantaggi conseguenti. Ci sarebbe un ulteriore step per aumentare l’efficienza di un rilievo con laser scan: la funzionalità “Scan to BIM” che permette di trasformare in maniera automatica o semi-automatica la nuvola di punti in un insieme di oggetti intelligenti parametrici.
In questo momento è già una strada percorribile? Se non lo è ancora, sapete se e quando sarà possibile trasformare un insieme di punti indistinti in componenti di un organismo edilizio?

Barbara Ferrari di Coprat:
LOD – livello di sviluppo del progetto – standard internazionali

Rispetto alla divisione attuale dei livelli di progettazione ai quali i committenti sono abituati ed in base ai quali vengono vincolati i contratti (ovvero progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva), la costruzione di un modello BIM si articola su livelli LOD che dovrebbero essere definiti dal committente stesso, spesso ancora non preparato a sufficienza. Inoltre committenti e progettisti italiani sono legati a convenzioni grafiche che spesso non combaciano con lo standard del prodotto BIM, in particolar modo per la parte MEP nelle scale del progetto definitivo, rendendo più difficile far apprezzare il maggior approfondimento del progetto dal punto di vista della verifica delle interferenze. Di contro in fasi di esecutivo/dettagli costruttivi (scale 1:50 fino a 1:1) i software BIM non sono ritenuti all’altezza degli standard CAD tradizionali, ritenendo spesso più efficiente l’uso di software di tipo “drafting” ; come governare il passaggio in ambito italiano di standard grafici di matrice anglosassone in modo che venga maggiormente accettato e apprezzato l’uso di una progettazione BIM?

Emanuele Gozzi di Ingegneri Riuniti:
Workflow BIM efficiente per analisi e certificazione energetica

Oggi, nel campo dell’analisi energetica, ma possiamo dire in ogni ambito tecnico, le strutture di progettazione vogliono avere la possibilità di utilizzare specifici software che diano risposte coerenti con il livello di qualità e di approfondimento previsto dalla propria organizzazione e con le aspettative dei clienti. Sovente tali software sono stati in parte personalizzati e comunque il loro utilizzo è stato “validato” da una applicazione continuata nel tempo anche da parte di più operatori della stessa struttura. L’esigenza quindi che oggi diventa sempre più importante è quella di integrare in ambiente BIM diversi software specialistici di provenienza esterna garantendo:
• adeguati requisiti di sicurezza,
• mantenimento della completezza dell’informazione
• possibilità di dialogo in “andata e ritorno” basato su forti automatismi.
Nello specifico l’ottimizzazione delle prestazioni energetiche viene raggiunta mediante numerose simulazioni iterative sempre più precise e dettagliate e presuppone da un lato l’integrazione di numerose variabili intercorrelate tra loro e dall’altro l’utilizzo contemporaneo di diversi software. Allo stato attuale ci si scontra sovente con il limite della pura “esportazione del modello” (logica a senso unico). Se si vuole ottenere una maggiore efficienza di progettazione occorre che i software dialoghino tra di loro, fatto che al momento non accade così spesso o non così bene come ci aspetteremmo; ci si chiede quindi se dal punto di vista della analisi e della certificazione energetica sarà possibile lavorare in modalità “BIM”, ovvero gestire le informazioni e i dati di input in maniera completamente bidirezionale, verso qualsiasi piattaforma/software utilizzato, e possibilmente anche tra case software differenti, eliminando le attività di reintroduzione dei dati e le ri-aggregazioni di pacchetti e componenti edilizi.

Paolo Genta di Cairepro:
Interoperabilità e standard IFC

IN: ovvero come è fatta la struttura dei dati e come la conformazione della struttura dei dati interna a ciascun singolo SW va a incidere sulla reale possibilità di scambio informazioni.
ESEMPIO: parametri minimi necessari per memorizzare un oggetto tridimensionale (l’ellisse? una conica?ecc)
OUT: in che modo avviene il trasporto dei dati? O meglio: in che modo occorre configurare il supporto dati affinché nella comunicazione si possa trasferire il quantitativo minimo di dati necessari agli aggiornamenti dei files? In che modo trarre quindi beneficio da un “clouding” vero?
ESEMPIO: Nicholas Negroponte “Per informare basta un bit”
Domanda finale: in che modo la struttura dei dati influisce sulla reale possibilità di interscambio e di trasmissione dei dati e in che modo la ricerca di una reale possibilità di comunicazione dati condiziona la struttura dei dati?

La parola alle Software House

Dopo la carrellata di domande, parte la carrellata di risposte delle Software House (SH) rigorosamente in ordine alfabetico. Ogni SH non ha trattato tutte le questioni, comunque io non farò un resoconto preciso di tutto quello che è stato detto, ma riporterò solamente quello che mi ha colpito di più e che mi è sembrato più significativo. In corsivo ho riportato la scaletta dell’intervento scritta direttamente dal rappresentante della SH.

Flavio Andretta per Allplan

Flavio Andretta presenta l'attuale bozza UNI 11337 riguardante i LOD

Flavio Andretta presenta l’attuale bozza UNI 11337 riguardante i LOD

Utilizzo del modello BIM in fase di analisi economica e di coordinamento attraverso modelli federati multi-piattaforma, oltre che ai suoi diversi livelli di definizione, facendo riferimento ai tre quesiti:

BIM 5D

La gestione dei tempi e dei costi viene demandata ad altri software specializzati come STR Vision CPM o Primus tramite esportazione IFC.

Interoperabilità

Si va verso un Common data Environment multipiattaforma cloud-based: BIMplus (https://www.bimplus.net/).

LOD

Viene presentata l’attuale bozza della norma UNI 11337

Ilaria Lagazio per Autodesk

  1. il BIM applicato al processo edilizio
    1. modellazione concettuale
    2. analisi energetica concettuale
    3. modellazione architettonica
    4. modellazione strutturale e impiantistica
    5. integrazione con il software FEM
    6. progettazione del cantiere (timeliner, clash detection e quantity takeoff)
    7. il BIM per le fasi costruttive – web e dispositivi mobile per il cantiere
  1. Il valore del BIM nella fase di Operation and maintenance
  2. Un paio di esempi applicati alla scasione laser

 

Viene presentato un possibile workflow di progettazione integrata in ambito BIM di una tipica villetta italiana utilizzando vari prodotti Autodesk.

Analisi energetica

In fase di concept si può utilizzare Building Performance Analysis (BPA) integrato nel panel Analyze di Revit. Questo strumento non permette di fare una vera e propria certificazione energetica, ma consente di valutare in maniera comparativa la soluzione più performante dal punto di vista energetico. L’algoritmo che viene utilizzato è il DOE-2 (lo stesso di eQUEST).
Durante le successive fasi di progettazione si può utilizzare uno strumento più accurato: Green Building Studio (http://www.autodesk.com/products/green-building-studio/overview) che consente anche di valutare il soddisfacimento di alcuni crediti LEED, ma solo se il progetto è sul territorio statunitense.
Due limiti non indifferenti che hanno questi strumenti: l’analisi è sempre comparativa, sono cloud-based.
Si può fare anche l’analisi dell’illuminanza passando per il Rendering as a Service (RaaS) di A360 (http://sustainabilityworkshop.autodesk.com/buildings/revit-illuminance-simulations), anche se Elumtools rimane decisamente più versatile.

Interoperabilità

Si va verso un Common data Environment multipiattaforma in cloud: BIM 360 GLUE (http://www.autodesk.com/products/bim-360-glue/overview).

Facility Management

Autodesk propone Building OPS (http://www.autodesk.com/products/building-ops/overview)

Jakub Wachocki per Bentley

Jakub Wachocki presenta la slide "Industry direction is shifting"

Jakub Wachocki presenta la slide “Industry direction is shifting”

 

Il discorso viene elevato al puro Processo, individuato come il vero problema dell’implementazione BIM (in questo caso inteso come Building Information Management).
“From Interoperability problems (IFC, Apps, Cloud) to Process and People problems (much more difficult)”
Una bella idea è quella di testare il proprio livelllo di maturità BIM al seguente link:
http://www.surveygizmo.com/s3/2645855/BIM-Assessment-OICE-Italiano-2016

Interoperabilità

Si va verso un Common data Environment multipiattaforma cloud-based: i-models (https://www.bentley.com/en/i-models). Oltre ad aprire diversi formati permette anche di fare alcune conversioni e trasposizioni di dati in maniera automatizzata inserendo anche regole di validazione. Per esempio è possibile esportare impostare regole in i-model che permettono di esportare dati di un file Revit (.rvt) in un file Excel (.xls) per la compilazione COBie.
IFC: ancora un’utopia sopratutto perché le categorie infrastrutturali (molto care a Bentley) non sono ancora state implementate.
App-to-App: funziona meglio, ma è rischioso per il continuo aggiornamento.

Scan to BIM

Bentley propone ProjectWise Point Cloud streaming e Context Capture (Acute 3D). Inoltre Wachocki sottolinea che c’è un passaggio intermedio non ancora scontato nel trasformare una nuvola di punti in oggetti parametrici intelligenti: passare da un insieme di punti a una geometria ” pulita” fatta di superfici e solidi.

Hilario Bourg per Graphisoft

Hilario Bourg presenta i miglioramenti nell'esportazione IFC da Archicad 17 a Archicad 18

Hilario Bourg presenta i miglioramenti nell’esportazione IFC da Archicad 17 a Archicad 18

1 – acquisizione dello stato di fatto

2 – BIM workflow per analisi e certificazione energetica

3 – interoperabilita’ e standard IFC

4 – BIM 4d/5d

5 – correlazione fra modello BIM e software di facility management

6 – gestione e scambio dati in grandi progetti multidisciplinari

7 – LOD e standard internazionali

 

La filosofia della SH è chiara: non possiamo fare il software perfetto per qualsiasi utilizzo, quando ne individuiamo uno che funziona bene in un’applicazione specifica collaboriamo per agevolare l’interoperabilità.

Analisi Energetica

EcoDesigner Star permette delle analisi preliminari in fase di concept. Sono previste delle esportazioni dirette verso PHPP (per la certificazione Passivhaus), CYPE ed Energy+.

Interoperabilità

Si va verso un Common data Environment multipiattaforma cloud-based: Graphisoft BIM Server, BIMx e BIM Cloud. La particolarità è che la sincronizzazione risulta più veloce perchè intelligente, viene aggiornato solamente ciò che è stato modificato.
Graphisoft abbraccia completamente la filosofia “Open BIM”, collabora con le altre SH per ottimizzare l’interoperabilità. Sembra che siano quelli che hanno raggiunto i maggiori risultati nella importazione ed esportazione del formato IFC, consentendo uno scambio bi-direzionale.

Facility Management

Si propone ArchiFM oppure è stata studiata l’interoperabilità con VICO, OpenMAINT e dRrofus.

A questo punto Anna Osello, professoressa del Politecnico di Torino e moderatrice del convegno, ha fatto un interessante commento:
I professionisti più anziani ritengono fortunate le nuove generazioni perché con il computer basta spingere un tasto e fa tutto lui. I giovani professionisti sanno che in realtà i veri fortunati sono gli anziani perché a loro bastava imparare solamente un software, mentre oggi bisogna continuamente aggiornarsi su decine di applicativi.

Adriano Castagnone per S.T.A. Data

Adriano Castagnone presenta i vantaggi e gli svantaggi del formato IFC

Adriano Castagnone presenta i vantaggi e gli svantaggi del formato IFC

L’intervento riguarderà l’interoperabilità con particolare riferimento al calcolo strutturale.

In particolare riporto la scaletta dei punti che saranno trattati:

  1. Il concetto di interoperabilità tra i progettisti
  2. L’anatomia di un software BIM
  3. I file IFC: struttura e potenzialità
  4. La compatibilità dei software BIM riguardo ai file IFC
  5. Le problematiche per il collegamento con il software strutturale
  6. Esempi di applicazioni

 

L’intervento è una chiara spiegazione di cosa sia il formato IFC con i suoi pregi e difetti.
Gli uditori neofiti del BIM avrebbero voluto questo contributo all’inizio delle risposte delle SH per comprendere meglio molti discorsi fatti.

La parola agli Uditori

Il momento delle domande libere è sempre il più pericoloso, non solo perché spesso vengono posti quesiti insensati, ma anche perché c’è sempre qualcuno che si sente in diritto di intavolare un sermone propinando la propria altolocata opinione.

La Domanda che non può mancare ad ogni convegno di Ingegneri o Architetti

Come fa il libero professionista singolo ad aggiornarsi e rimanere al passo con queste nuove tecnologie?
Ormai la professione ha raggiunto una complessità ingestibile, questa idea dello Stato di rendere gradualmente obbligatorio il BIM è solamente un alibi per deresponsabilizzarsi e scaricare sui poveri professionisti tutte le fatiche.

Risposte

Bourg: Proprio perché la nostra professione sta diventando sempre più complicata, l’utilizzo di nuovi software ci permette di rispondere in maniera adeguata a queste nuove domande che il nostro cliente ci fa.

Lagazio: prima che lo Stato arrivi a rendere obbligatorio il BIM sarà il mercato stesso che ci obbligherà a intraprendere questa strada per le richieste di committenti e imprese.

Castagnone: i produttori di software devono smettere di presentarsi ed essere percepiti come venditori di scatole e diventare dei veri e propri partner degli studi di progettazione.

L’ingegnere umanista

Un intervento filosofico che risveglia il lato umanista che è presente in ognuno di noi:
La Società sta trasformando la casa in una macchina e non più in un rifugio. Bisogna tornare a fare edifici solidi e duraturi (più di 50 anni) con materiali di qualità.

Risposte

Non era una domanda.

La Conlusione di Antonio Vettese

Antonio Vettese mentre puntualizza l'importanza del Processo

Antonio Vettese mentre puntualizza l’importanza del Processo

L’intervento di Antonio Vettese è di alto livello, è bello sentire parlare di BIM in maniera competente un professionista con un’esperienza trentennale in Project and Construction Management.

Il clamore che sta suscitando il BIM soffoca il fine ultimo: progettare e gestire il processo indipendentemente dallo strumento. Il Processo è alla base del BIM.

La parola chiave della Bimmizzazione (parola che ha definito abominevole da sostituire assolutamente con BEP = BIM Execution Plan) è GRADUALITA’. Bisogna aumentare gradualmente la Capability e la Maturit.

Dobbiamo avere chiaro il concetto di Current BIM use (l’utilizzo del processo BIM per arrivare ad obbiettivi chiari che ci prefiggiamo per un progetto specifico) senza perdere di vista il Potential BIM use (il massimo che la tecnologia sul mercato ci offre in questo momento).

IL problema del contratto è centrale e FIDIC sta dando una buona risposta, per quello che riguarda i LOD deve essere lo Stato che dovrà aggiornare la Merloni introducendo il concetto di Level Of Development.

Decongestioniamo il problema da questa atmosfera salvifica e torniamo al Processo. Non ci facciamo abbindolare dai Dulcamare che vendono l’Elisir di BIM.

Note: Mi scuso per aver scritto Bimmizzazione… oddio, l’ho riscritto!

Forum Internazionale OICE sul BIM

Il 20 aprile 2016 a Milano si terrà il “Forum Internazionale OICE sul BIM” con relatori di spessore provenienti da tutte le parti del mondo.
Riporto la e-mail che Antonio Vettese ha inviato ai professionisti che hanno posto le domande al convegno di Modena in cui descrive la struttura del Forum:

Caro collega,

venerdì, a Modena, ho cercato di dissipare le perplessità manifestate sul fenomeno BIM inquadrandolo, come elemento evolutivo, forse inevitabile, nei percorsi tradizionali del “far bene”.

Ho anche suggerito, con l’accoramento dettato dalla percezione delle difficoltà, di non prestare troppa attenzione alle esagerazioni che oscurano, nell’enfasi di risultati miracolosi, le effettive possibilità di miglioramento che tutti possono cogliere, ciascuno secondo le proprie esigenze e possibilità, in una rivisitazione dei processi e in un loro rafforzamento con la crescente evoluzione in atto degli strumenti informatici.

Le chiedo ancora alcuni minuti di pazienza sui contenuti specifici del Forum del 20 aprile che venerdì ho commentato forse in modo troppo sommario.

Inoltre, come arricchimento del percorso dorsale del Forum:

 

Spero che questi chiarimenti le siano di aiuto nel decidere su una sua partecipazione al Forum.

Mi consideri a sua disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Un caro saluto, Antonio Vettese.

Per maggiori informazioni sul Forum: http://www.oice.it/



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